Grotta Majin Bu (1910La)

Monte Petrella


L’ingresso della grotta Majin Bu fu trovato e, contestualmente rinominato, da un bambino durante una battuta nella zona sommitale del Monte Petrella. Sul bordo scosceso di una grande dolina, non troppo lontano da Pozzo dal Nulla, un piccolo buco si sarebbe rivelato in seguito un promettente abisso. Lo scavo dell’ingresso è stato favorito soprattutto dalla forte corrente d’aria che interessava la futura grotta e in breve si percorse lo scivolo terroso che immette nel primo pozzo da circa 10m. La base introduce direttamente in una comoda galleria che però finisce per chiudere dopo pochi metri di sviluppo mentre una possibile prosecuzione è stata in seguito individuata a circa metà della calata dove una fessura in parete risulta essere percorsa dall’aria. La percorrenza dello stretto cunicolo sospeso dà accesso a un nuovo fuso parallelo di che fu sceso per 15m fino alla base, successivamente alla quale si guadagna ulteriore dislivello negativo disarrampicando facili passaggi discendenti fino a un terrazzo di roccia viva delimitato da due quinte di roccia. La comoda cengia permette l’affaccio diretto su un grande ambiente verticale che, nella sua totalità, arriva a misurare 80m; aspetto peculiare è che, percorrendo questa via, il pozzo viene raggiunto a circa metà del suo sviluppo totale.

Grotte Monte Petrella, Majin Bu
Ingresso grotta Majin Bu il giorno della scoperta

Una calata di 25m lungo la parete di questo ambiente di grande valore estetico permette una biforcazione che prevede da un lato scendere gli ulteriori 30m del “Pozzo Bocelli”, continuazione effettiva del soprastante fuso che però non presenta alcun tipo di prosecuzione, dall’altro compiere un facile traverso che conduce a nuovi approfondimenti che portato a uno dei fronti esplorativi. Questo è caratterizzato da struttura meandriforme stretta che drena il modesto scorrimento d’acqua che interessa questa zona della cavità mentre l’aria viene persa lungo la discesa del pozzo principale. Durante le esplorazioni venne anche sondato un oblò che si apre lungo una parete del grande fuso da 80m, l’ingresso di un ramo secondario semi-attivo e percorso dall’acqua che conduce di nuovo al fondo a quota -90m circa. La scarsa presenza d’aria tuttavia scoraggiò le ricerche nella zona terminale e portò gli esploratori a trovare il punto in cui questa, consistente all’ingresso e nel primo tratto di grotta, andava perdendosi. Di nuovo l’abisso rivelò una prosecuzione inaspettata: una piccola condotta stretta che si apre oltre l’imbocco del pozzo da 15m, parallelo al primo salto. La percorrenza faticosa della condotta ha condotto gli esploratori in ambienti molto articolati in risalita sulla cima del fuso principale da 80m, in questa occasione fu anche possibile effettuare misurazioni esatte sullo sviluppo totale della verticale. Allo stesso tempo però era evidente che questi sviluppi si muovono pochi metri sotto la superficie ma anche che l’aria andava perdendosi nuovamente proprio in queste zone sommitali. Attualmente questa grotta è ancora in esplorazione e con i suoi articolati sviluppi di natura marcatamente verticale e la sua percorrenza per lo più aerea rimane un curioso rebus da risolvere.

Pozzo in esplorazione nella grotta Majin Bu
Majin Bu, esplorazione di un pozzo