Progetto Aurunci Orientali

Lazio meridionale

Uno sguardo d'insieme

Il massiccio dei Monti Aurunci rappresenta una realtà consolidata nel panorama speleologico del Lazio, non solo per il pronunciato sviluppo del fenomeno carsico, ma anche per il carattere eterogeneo con cui si manifesta; questo aspetto risulta particolarmente marcato nell’area dei Monti Aurunci Orientali dove la morfologia delle grotte alterna forme classiche a conformazioni spiccatamente ipogeniche, evidenza quest’ultima riconducibile all’influenza del vicino Vulcano di Roccamonfina. Sebbene dal punto di vista esplorativo queste cavità presentino modesti sviluppi, per nulla comparabili ai fenomeni localizzati nel comparto occidentale del massiccio, il maggior interesse è orientato verso i numerosissimi aspetti sociali che legano queste grotte al territorio e alla sua frequentazione. Le basse quote e la zona fortemente antropizzata hanno da sempre facilitato il raggiungimento degli ingressi e la fruizione degli stessi per gli usi più disparati: deposito, ricovero, uso sepolcrale, solo per citarne alcuni. A tutto questo bisogna aggiungere un capitolo a parte per il periodo bellico che ha segnato in modo indelebile la storia di questo territorio e delle grotte presenti, spesso utilizzate come rifugio per gli sfollati, come punto di posizionamento per le operazioni di guerra e lo stoccaggio temporaneo dei materiali necessari ai combattimenti; infine al termine delle ostilità, quasi a reinventare un ruolo, la una nuova destinazione d’uso è stata come discarica per la “messa in sicurezza” dei ritrovati bellici più pericolosi, tuttora presenti nelle cavità con ingressi prevalentemente verticali, non accessibili se non con l’impiego di attrezzature tecniche specifiche.

Grotte Coreno Ausonio Monti Aurunci Orientali
Grotta lungo il Rio Candrella

Esperienze pregresse e prospettive per il futuro

Il settore orientale dei Monti Aurunci non vanta certo uno storico importante per quanto riguarda la frequentazione speleologica, confinata per lo più alla prima metà degli anni Settanta ad opera del Circolo Speleologico Romano e qualche fugace esplorazione ad inizio anni Ottanta (Speleo Club Tri.Ma.): purtroppo la documentazione prodotta in quegli anni risulta frammentaria, il territorio è stato sondato solo parzialmente ed in molti casi si è persa traccia anche dei modesti risultati raggiunti. A fronte di queste premesse, possibili sviluppi futuri in termini di nuove esplorazioni si configurano come un’ipotesi del tutto ragionevole: nuove scoperte e documentazione puntuale restituirebbero finalmente una fotografia più nitida della situazione reale. Con questi presupposti, il Gruppo Grotte Castelli Romani ha deciso l’inizio di una serie di attività volte alla ricostruzione e al recupero delle precedenti esperienze nonché a nuove indagini e ricerche esplorative che consentano una migliore comprensione del carsismo dell’area.

Ricerche speleologiche nel comune di Ausonia
Verifica di un ingresso

Aggiornamenti sulle ricerche


2012-2017
In questo periodo il Gruppo Grotte Castelli Romani è stato impegnato su due fronti di ricerca distinti: da un lato si è cercato di far luce sulle grotte esplorate in precedenza, catastate ma non pubblicate, e dall’altro indagando sugli ingressi presenti in una pubblicazione geologica del 1994, in qualche caso privi di qualsiasi documentazione e sconosciuti al catasto regionale del Lazio. Come spesso accade in questi contesti di indagine sul territorio, le ricerche hanno portato anche alla scoperta e all’esplorazione di nuove cavità. Per tutte le grotte individuate sono stati effettuati i corretti posizionamenti degli ingressi con strumentazione GPS e redatta la documentazione completa, con foto e rilievo strumentale: i risultati dei lavori sono confluiti in una pubblicazione speleologica presentata al VII Convegno della Federazione Speleologica del Lazio, nel maggio 2017.

cavità carsiche monti aurunci orientali
Esplorazione di un pozzo verticale


2019-In corso
Sulla scia della prima pubblicazione e la consapevolezza di una conoscenza ancora parziale dell’area, si decide di continuare le ricerche con l’intento di consolidare quanto rimasto pendente, ma soprattutto ampliare le nuove scoperte. A tal proposito, di pari passo con le attività esplorative, sono in corso sopralluoghi e valutazioni delle segnalazioni ricevute, grazie anche al prezioso supporto di alcuni contatti locali, esperti conoscitori del territorio. Si segnalano al momento una decina di nuove grotte tra esplorate, in corso di esplorazione o da individuare, risultato delle attività nei territori di Suio, Coreno Ausonio, Ventosa, Santi Cosma e Damiano e Vallauria: Grotta del Fugno, Grotta del Liuogo, Grotta della Polvere, Grotta di Montreagni, Grotta dell’Aurito, Grotta di Caprile, Grotta della curva, Grotta di Parrano, Arnale Piccolo e Inghiottitoio del muro cavo.

A seguire gli aggiornamenti....

Galleria

speleologia Coreno Ausonio
Grotta Monte Maio
Grotta in località Fugno
granate in grotta
Grotta della Polvere Aurunci Orientali
grosso antro in località Parrano